Questo giro molto lungo, soprattutto per uno che viene dalla mountain bike, è sicuramente adatto per chi ha intenzione di fare del fondo, e le salite che si affrontano, anche se abbastanza lunghe, non sono per nulla difficili, almeno per una gamba allenata.
Il tragitto è molto semplice, partenza da Varazze e via aurelia fino a Loano, a memoria l’unico strappetto degno di nota è la salita di Bergeggi, quattro pedalate e si è in cima.
Si abbandona la statale n.1 e si sale in direzione Boissano, il dislivello da affrontare non è notevole, anche se qualche tratto impegnativo c’è, ma si arriva in cima alla salita velocemente. Nuova discesa per arrivare a Toirano e poi nuova salita per la croce di tornassa. Sono circa 10 km. di salita costante che consente, una volta preso il ritmo giusto, di salire senza grossi affanni, si incontrano borghi molto belli e che i turisti dovrebbero visitare per farsi un’idea di quanto può ancora essere bella la Liguria. Borgo, poi Balestrino, e anche Poggio, Cuneo e Bregalla, sono piccole realtà che meriterebbero tutte una visita da chi passa per quelle strade.
Arrivati in cima, circa 700 mt. di dislivello, inizia una veloce discesa, si attraversa il paese di Vercesio e si giunge nei pressi di Castelvecchio di Rocca Barbena, tutti meritevoli di una visita.
Si inizia nuovamente a salire, pendenze dolci e mai impegnative ci portano, dopo 8/10 km agli 830 mt. di dislivello di colle Scravaion, da qui discesa che fiancheggia il fiume Bormida fino a Bardineto.
Qui il gruppo ha deciso di fare la tradizionale, per loro, pausa caffè, ma il cielo diventato sempre più nero ci consiglia di accelerare le pratiche, ci attende una nuova salita di non più di 5 km. che porta al Giogo, siamo nuovamente sugli 800 metri s.l.m.
Quì inizia una bellisima, panoramica, lunga e veloce discesa che riporta a Toirano, ignoriamo il bivio per Boissano, che sarebbe stata la strada da cui siamo arrivati, e si procede dritti verso Borghetto Santo Spirito.
Quì si riprende la via Aurelia in direzione Savona per il ritorno……….. tutto bene se non fosse che da Finale fino a casa abbiamo fatto i conti con le ire di Giove pluvio!
40 km. sotto una pioggia incessante, per alleviare la tortura si è dato fondo a tutte le riserve di energia, e in molti hanno perso le ruote; sembrava che il motto fosse si salvi chi può.
Comunque a parte il freddo alle mani e ai piedi zuppi d’acqua devo dire che pedalare sotto la pioggia non è per niente male, solo che diventa oggettivamente molto più pericoloso.
Giunto a casa i km. segnalati erano 154, come già detto giro molto lungo e per i tratti nell’entroterra molto spettacolare, il fatto che non si affrontano tratti da affrontare fuori giri lo rende non particolarmente duro, non ero, al ritorno, particolarmente stanco nonostante i quasi 2000 metri di dislivello affrontati.