Dopo aver collaudato il mezzo e le mie capacità di pedalatore su bici da strada,il passo successivo è stato quello di confrontarmi con altre persone che praticano questo sport.
Il mio compagno di pedivella mi ha invitato ad unirmi al gruppo che ogni govedì mattina si cimenta in escursioni per le vie del comprensorio. La prima impressione che ho avuto alla vista dei miei nuovi compagni di avventura è stata quella di rovarmi di fronte a persone con una preparazione superiore alla mia, i fisici belli asciutti, belle biciclette e gambe e visi abbronzati non lasciavano spazio a dubbi…..
Per fortuna non tutti sono così e ho immediatamente cercato nel gruppo chi potenzialmente fosse il più scarso, in modo di avere una ruota a cui aggrapparmi.
A queste considerazioni si aggiungeva il fatto che siccome del giro non conoscevo, se non a grandi linee, le difficoltà che presentava, volevo una ruota a cui agganciarmi in caso di difficoltà.
Patiti da Varazze, ci siamo uniti al resto della comitiva a Savona, da quì abbiamo intrapreso la salita di Cadibona, molto facile il grupetto è rimasto compatto fino alle ultime rampette prima dell’abitato di Cadibona. Quì si è aperta la bagarre e come previsto alcuni sono letteralmente volati via, mentre tenevo le ruote del segondo gruppetto con estrema facilità. Ero molto soddisfatto.
Giunti ad Altare terminava la salita, in prossimità del forte, da qui discesa e successiva facile salitella per arrivare a Carcare. Svolta a sinistra in direzione Plodio, raggiunta dopo una breve salita con pendenze più che accettabili.
Altra discesa e poi si svolta a sinistra direzione Millesimo, si affronta la salita di Montecala, un lungo rettilineo con pendenze più accentuate ma non abbastanza lungo da stancare, e poi la discesa fino a Millesimo.
Svolta nuovamente a sinistra e un falsopiano prima di raggiungere la salita che porta ad Osiglia, qui le pendenze sono più ostiche, ma, nonostante la buona andatura, tengo agevolmente le ruote. Arrivati alla diga si smette di salire e un falsopiano che costeggia il lago porta al paese che gli dà il nome.
Il tempo di raggrupparsi e si riparte per affrontare la salita di Baltera, alcuni chilometri, anche questi con pendenza costante dove non si và in affanno.
Si raggiunge, al culmine della salita un incrocio, si svolta nuovamente a sinistra e si scende fino a Bormida e poi oltre fino a raggiungere un laghetto artificiale. Sosta al bar lì vicino, per i miei nuovi compagni di avventure una sorta caffè sembra sia tradizione, e poi subito svolta a destra per la salita del Bresca. Sono una mezza dozzina di tornanti abbastanza impegnativi, in tutto un paio di chilometri, molto temuti dagli altri, ma tutto sommato niente di spaventevole tanto che giunto in cima mi sono fatto scappare un “tutto qui?”.
Altra discesa e poi falsopiano per attraversare Mallare e giungere, dopo un brevissimo tratto in salita, ad Altare.
Da quì si ripercorre in senso inverso la strada fatta all’andata per raggiungere Savona e poi casa.
I chilometri complessivi per mè sono stati 110 con poco meno di 2000 metri di dislivello. Sono molto soddisfatto di aver tenuto bene la ruota di gente con molta più esperienza di me, a parte qualcuno che era veramente fuori portata, ma non ho sfigurato neppure con loro……