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Sebera

Finalmente periodo di vacanze, e per me si intende la possibilità di dedicarmi con maggiore assiduità alla mia principale passione: la Mountain bike.

Come chi mi conosce sà, il posto da me deputato a sfogare le mie passioni è la Sardegna, Pula per la precisione.

Qui ho trovato una miriade di strade bianche da percorrere e n gruppo di persone, ormai diventati amici, che mi cosentono di sperimentare sempre nuovi percorsi immersi nella splendida natura dei boschi sardi.

Il primo di questi tracciati che intendo sommariamente descrivere parte da Pula e seguendo la strada statale in direzione ovest, si giunge a Domus de Maria, da lì inizia una salita costante di circa 6 chilometri si giunge a un valico a circa 450 mt. di altezza.

Una discesa ricca di curve porta velocemente a Teulada; prima di entrare in paese all’altezza del cimitero si svolta a destra e si entra in una valle, l’asfalto finalmente cede il passo ad un fondo in cemento finchè inizia la salita e la terra diventa il manto stradale.

Dopo circa 5 chilometri di salita a tratti dura, ma non impossibile ricca di tornanti da strada alpina, si giunge a un trivio dove è situata una stazione di pompaggio dell’acqua. Una sosta per ristorarci e poi si imbocca la strada di sinistra, l’unica in salita.

Da qui una praticamente ininterrotta salita di circa una decina chilometri porta in quota, bisogna seguire la strada più battuta tralasciando le innumerevoli deviazioni che si incontrano e che possono trarre in inganno. La vista via via che si sale spazia sempre più lontano fino ad arrivare a scorgere in Carbonia e l’isola di Carloforte, terra di liguri.

Al culmine della salita, dove la strada principale inizia la discesa, una deviazione a sinista consente di salire ulteriormente fino ai circa 900 metri di dislivello ove è situata una segheria. Un grosso prato costellato di mucche indica chiaramente la strada da imboccare per tornare verso il mare. Si è giunti infatti al culmine della salita e da qui inizia una discesa molto divertente di quasi 5 chilometri, che termina quando si incrocia una strada asfaltata.

La si imbocca in direzione mare, e dopo alcuni saliscendi, di cui un paio impegnativi, si trova una breve ma ripida discesa al cui termine si deve svoltare a sinistra sulla strada sterrata  in piano.

3 chilometri di falsopiano e si arriva a un bivio. Una sbarra blocca l’accesso ai mezzi motorizzati alla sterrata di destra, la si imbocca passando a lato e un brve ma ripido tratto porta a rivedere il mare. Iniziano qui 6 chilometri di discesa molto bella, ma da affrontare con attenzione cercando di non farsi distrarre dalla vista sulla piana di Pula.

Al termine della discesa si arriva in località pixina manna e da qui attraversano is molas si ritorna al punto di partenza.

Il percorso totale sono circa 85 chilometri, approssimativamente 1200 metri di dislivello che abbiamo superato in circa 4 ore e 30.

L’Italia è piena di casi di sperpero di denaro, di cattedrali nel deserto e di opere inutili, molti giornali e programmi tv hanno fatto la loro fortuna raccontando i copiosi casi di opere inutili.
Anche io nel mio piccolo voglio raccontare di un piccolo caso del genere, e non ho nemmeno l’esclusiva, dato che alcuni quotidiani avevano raccontato del caso, ma naturalmente, dopo un periodo di indignazione, la cosa è passata liscia e tutto ha proseguito per il suo corso.

La strada che collega Sciarborasca, frazione di Cogoleto, all’Eremo del deserto-Faie, è poco più di una mulattiera asfaltata, è tanto stretta da permettere a malapena il passaggio di un mezzo, e si rischia ad ogni curva di rotolare a valle.


Le case che questa strada serve sono al massimo una ventina, e per loro è possibile anche andare in direzione Faie-Varazze per raggiungere la costa.
Non mi risulta che nessuno abbia mai chiesto di allargare la sede stradale, dato che è poco battuta e anche se pericolosa, basta un pò di prudenza e l’uso del clacson, per evitare guai.
La strada in questione segue il profilo di una valle di un modesto torrente che ad un certo punto viene attraversato senza nemmeno il bisogno di un ponte, alcuni tubi sopra i quali e stato creato un passaggio carrabile in cemento è sufficiente per almeno 350 giorni all’ anno.
L’ unico problema che sembra meritorio di intervento migliorativo sembra essere l’attraversamento di un piccolo affluente del torrente, che finora era sempre avvenuto con un guado.
Anche nel caso di forti piogge attraversare questo rigagnolo può essere problematico per al massimo qualche ora, vista la brevità del percorso del rio che può essere in piena per poco tempo.
Ultimamente questo guado era parecchio malandato e la sede stradale era parecchio disastrata, ma da il rimettere in condizioni decenti un tratto di una strada secondarie stretta, poco battuta e nemmeno indispensabile, a realizzare un ponte a 5 navate lungo 40 metri, di strada ce ne corre parecchia!!!!!!!!!!!!!

Lungomare Europa

La tratta ferroviaria Voltri Savona fu decisa con legge del fine 1860.
I lavori iniziano nel 1861 e le opere da realizzare si rivelano, insieme all’ acquisto dei terreni, talmente onerose, da rallentarne e poi sospenderne i lavori.
Nuove società riprendono l’anno successivo  con l’obiettivo di concluderli entro il 1874.  Riescono a terminare in netto anticipo, nonostante le difficoltà dovute alla conformazione del terreno e alla vicinanza del mare, tanto da permettere l’inaugurazione nel 1868.
Sono stati fatti, in neanche 30 km di tracciato,42 gallerie, 2o km di muri, 99 scogliere artificiali,238 fra ponti, viadotti, sottovie, sifoni, ecc. , il tutto in neanche 8 anni dal decreto legge alla consegna dei lavori, con i mezzi dell’ epoca, le conoscenze tecniche e nemmeno l’uso di un computer per la progettazione!
Tutto questo per per rapportarsi ai nostri tempi, in 8 anni non credo che si arrivi nemmeno alla definizione del tracciato su cui iniziare successivamente una progettazione
Sicuramente a quei tempi non andavano troppo per il sottile, quando si decideva una cosa, si faceva e basta, senza se e senza ma e con quell’opera la fisionomia di moltissimi paesi è cambiata radicalmente, per qualcuno in meglio e qualcuno in peggio, e i segni di quel’ opera di 140 anni fà, sono visibili nonostante sia stata dismessa nel 1968, cento anni esatti dopo l’inaugurazione.
Il tratto di oramai ex ferrovia tra Varazze a Cogoleto è stato per molti anni in completo abbandono e solo dopo pareccchio tempo i primi due chilometri partendo da Varazze sono stati illuminati,asfaltati e provvisti di parapetti.
I restanti 3 chilometri di ex ferrovia sono stati lasciati al loro destino per 40 anni e solo grazie a chi lavorò all’ opera originaria si ha ancora il manufatto integro: nessun ponte e nessuna galleria ha ceduto e solo qualche muro ha avuto bisogno di un “tappullo”.
Tre anni fà, e dopo numerosi progetti presentati, hanno iniziato i lavori per dotare tutta la tratta, nel frattempo denominata lungomare Europa, di asfaltatura, illuminazione, messa in sicurezza delle gallerie, e opere varie necessarie a renderla finalmente una passeggiata fruibile da tutti.
Nell’ anno 2009 sono terminati i lavori e anche se passibili di alcune critiche, finalmente si  può  goderne in pieno. Ma il bello dura poco, dopo pochi mesi siamo quasi punto a capo, una bella frana ha interrotto nel bel mezzo il percorso apprezzato oramai da pedoni e ciclisti.
Il problema non è stato causato da una opera di 140 anni fà che ha ceduto, ma da una delle tante case che sono state costruite negli ultimi decenni, della quale il giardino è scivolato a valle dopo una abbondante pioggia, tanto da renderla inagibile.
Ognuno tragga le conclusioni che vuole…………. i fatti sono che adesso chissà per quanto tempo non si potrà frequentare una passeggiata di cui dobbiamo ringraziare gente che la realizzò quasi 150 anni fà, e resa inutilizzabile da altre persone che hanno costruito delle case circa un secolo dopo.

Santuario Oropa Biella

Santuario Oropa Biella

Questo lunedì non ho potuto fare il mio solito giro”lungo” di allenamento perchè ho dovuto accontentare mia Moglie e portarla a fare la “gita fuori porta” a Biella.
Aveva voglia di  tornare nel paese originario di sua madre e dove ha trascorso lunghi periodi della sua infanzia ospite dei suoi nonni.
Un pò a malincuore l’ho dovuta accontentare, ma col senno di poi non sono affatto pentito, si è distratta  dal trantran quotidiano e l’ho vista serena come raramente gli capita.
Purtroppo la gita è stata breve, non più di qualche ora, e il fatto che con l’avvento dell’ora solare venga buio più presto, ha limitato il numero di cose che si poteva mettere in programma.
Un paio d’ore in macchina, senza schiacciare nemmeno tanto l’acceleratore, sono sufficienti a raggiungere la città della lana (o ex, vista la crisi del settore).
Obbligatorio per noi, e per chi la conosce, una visita a una delle tante trattorie che hanno in menù la polenta concia, piatto per chi non lo conosce, a base di polenta condita con burro e formaggio, possibilmente toma locale, nelle tante varianti di stagionatura in cui viene messa in commercio.
Noi andiamo in una locanda già frequentata dai nonni di mia moglie, situata in un posto che, nonostante le numerose volte che ci sono recato, non sono ancora in grado di raggiungere senza le indicazioni stradali della mia metà. Vista da fuori alla trattoria non daresti neanche due lire, una insegna vecchissima e quasi illeggibile appesa a una parete di una vecchia casa di campagna è l’unica cosa che all’esterno possa far capire che li c’è qualcosa; le numerose macchine sul piazzale.
Abbiamo mangiato, compreso il bis di polenta, spendendo l’esorbitante cifra di 24,50 euro, e quì si aprirebbe un discorso sul fatto che da noi a questa cifra non ci mangeresti neanche un primo a testa, ma non è il caso. Magari un giorno……….
Una passeggiata nei boschi intorno al casolare era d’obbligo, bisognava favorire la digestione e  far sfogare i cani rimasti in macchina un ora e mezza. Sotto castagni imponenti, la tentazione di raccogliere un pò  dei loro frutti era tanta e nel giro di 20 minuti nei abbiamo messe in saccoccia più di 5 chili.
La bella giornata e il cielo terso mi ha portato a decidere di salire verso il Santuario d’Oropa, volevo godermi il panorama da lassù e rinferscarmi il ricordo dell’ascesa.DSC00526DSC00524DSC00525

Per chi ama le due ruote, questa è una salita famosa, anche se non ha la tradizione del mortirolo e del gavia. Qui Pantani fece una delle sue epiche gesta. Durante un giro d’Italia, rimase staccato dai suoi rivali in classifica sulle prime rampe a causa di un incidente meccanico, ma lui li raggiunse tutti e addirittura li staccò.
Sono tanti anni che ho in mente di affrontare questa salita in bicicletta, anche se il mio obiettivo è più ambizioso. Difatti raggiunto il luogo di culto, la salita procede fino a quasi in cima alle vette circostanti, dove una galleria porta alla vallata parallela.DSC00527

. La mia idea era risalire dalla valle di Oropa e ridiscendere dall’altro versante.
Salendo comodamente in auto, guardavo la strada con occhi da ciclista, tratti molto impegnativi si alternano a falsipiani che consentirebbero di rifiatare, nel complesso comunque salire fin i 1470 metri della galleria rosazza sarebbe un bel motivo di soddisfazione, ma, passando sull’altro versante ho fatto una scoperta che mi ha fatto cambiare idea sui miei sogni pedalatori. Difatti la salita, non di certo famosa per gesta di campioni delle due ruote, più affascinante da percorrere è sicuramente quella che io stavo facendo in macchina in discesa; strada con pendenza costante, strettissima, con numerosi tornanti talmente angolati da necessitare di manovra con la macchina, immersa in boschi di pini in alto, e di faggi nan mano che l’altitudine si abbassa, e ,dove i boschi si diradano, una vista praticamente a strapiombo sulla valle sottostante e i suoi paesini……….. se fosse anche sterrata, sarebbe la salita da sogno per gli amanti delle ruote grasse.
Ho deciso, la prossima primavera, o il prossimo autunno al massimo, mi cimenterò in questa “impresa” che non è di certo da “guinness dei primati”, per l’anello completo con partenza e arrivo a Biella  non sono neanche 40 chilometri, ma è impegnativo e con dislivelli importanti concentrati in poco spazio.

P.S. mia moglie ha detto che sono sempre il solito matto………….

Giro abortito

Chi mi conosce sà che in questo periodo dell’ anno mi alleno con l’obbiettivo di presentarmi al cospetto dei miei amici sardi in una forma fisica sufficiente ad affrontare con loro le lunghe e impegnative escursioni che hanno in programma.

Siccome vengo da un lungo periodo di scarsissima attività fisica, devo giocoforza bruciare le tappe e spingermi un pò oltre il limite di quello che oggigiorno è nelle mie possibilità.

In parole povere cerco escursioni che al mio stato attuale di forma, peso e tonicità muscolare, in condizioni “normali” non farei.

Ieri era in programma uno di questi “giri” tosti, non tantissimi chilometri, ma dislivelli importanti e con la salita più impegnativa come ultimo sforzo, ma purtoppo per vari motivi non ho potuto affrontarlo, e cosa ancor più grave, ho dovuto decidere in fretta un percorso alternativo.

Cambiare programmi all’ultimo minuto è una cosa che odio, avere obbiettivi chiari è una prerogativa necessaria per non farsi vincere dalla tentazione di affrontare percorsi meno impegnativi o più corti. Se poi devi decidere mentre sei in sella, questa tentazione diventa ancor maggiore.

Ieri è successo questo e ho fatto un percorso scelto in fretta e furia, sicuramente meno impegnativo di quello originale, ma con discreta altimetria complessiva per i suoi continui saliscendi.

Purtroppo è un tragitto completamente stradale, e per me che amo la terra battuta mi vergogno quasi, ma, come dicevo all’ inizio, devo bruciare le tappe e solo su asfalto posso fare fondo e aumentare la forza, anche se a scapito di altre prerogative di cui necessiterei di migliorare.

In sostanza soffiare e succhiare non è possibile, o uno o l’altro……………..

Descrivo brevemente il percorso  allo scopo di persentarlo a chi ha bisogno di un discreto allenamento, soprattutto su bici da corsa, tenenendosi sempre vicino alla costa per cui diventa fattibile anche in inverno.

Altro particolare importante, sempre cercando, nel limite del possibile, strade poco praticate il che consente di ridurre sia i rischi di percorrenza, sia lo smog da respirare.

Veniamo al dunque, partiti da Varazze, si sale a Stella San Martino, per poi scendere verso Sanda, da qui a Gameragna.

Discesa ad Albisola e risalita della valle di Ellera vino a Stella San Giovanni, Si risale a San Martino dalla salita del Mezzano e poi si prosegue sul falsopiano per Alpicella.

Discesa Fino al Pero e risalita dalla strada di Campomarzio fino alle Faie. Da qui ritorno ad Alpicella e poi San Martino per la strada già fatta in precedenza.

Discesa a Varazze per la strada fatta in salita.

Siccome c’era ancora luce, ho fatto la sgambata finale scioglimuscoli su Lungomare Europa fin dove la strada è interrotta causa frana.

In totale sono circa 70 km, con continui saliscendi e in larga parte soleggiato, per cui fattibile anche in giornate veramente fredde. Altro particolare che può essere importante, e che non allontanandosi mai troppo dalla costa, si può, in caso di necessità, ritornare velocemente a casa da qualsiasi punto ci si trovi.

Q2UelZ

Monte Figogna

Dopo mesi in cui non ho dato notizie di me, ritorno a scrivere sul mio blog.

Lo faccio con un articolo avente argomento la mia principale passione, ovvero la bicicletta, e descrivendo uno dei percorsi che ho fatto, motivo principale per cui decisi di aprire un blog.

Prima di iniziare è doveroso chiedere scusa ai lettori delle mie peripezie, ma per problemi di lavoro e la mancanza di spunti interessanti, ho latitato veramente a lungo.

L’ escursione che vado a descrivere è partita dalla mia “base” all’inizio di Lungomare Europa a Varazze e nonostante madre natura

DSC00502

abbia cercato di farmi allungare il percorso, ho proseguito seguendo il tracciato della vecchia ferrovia fino ad Arenzano.

Dopodichè, percorrendo la via Aurelia fino a Genova Pegli, mi sono addentrato nella val varenna,

val varenna

la scelta di questa via per salire al Santuario, è dovuta al fatto che il tempo a disposizione non è moltissimo, per cui ho dovuto giocoforza seguire il tracciato a mio giudizio più veloce, rinunciando a cercare tratti sterrati sicuramente più divertenti, ma più lenti.

Questa è una stretta vallata con una strada in proporzione alle sue dimensioni, ed è incredibile quanto sia frequentata da mezzi pesanti, lungo la leggera salita ho trovato perfino un grosso rimessaggio per Camper, strabiliante come possano arrivare fin lassù senza disagi.

Passato l’abitato di San Carlo di cese, la salita diventa subito molto tosta, con pendenze che superano abbondantemente il 10% fino ad arrivare al Santuario della Madonna della guardia. A questo punto avevo percorso una quarantina di chilometri, di cui gli ultimi 5 veramente tosti.

Una breve pausa per rifocillarsi, scattare alcune foto

vista dal monte figogna 1vista monte figogna 2vista monte figogna3 vista monte figogna 4 santuario vista monte figogna 5

e poi via per il secondo obbiettvo di giornata: seguire il vecchio percorso della guidovia che dal fondo valle, all’ altezza di bolzaneto, portava fino ai circa 800 metri del monte figogna.

Due archi

arco monte figogna arco fondo valle

delimitano il tracciato escursionistico, mentre gli ultimi quattro chilometri a fondovalle sono diventati una strada carrabile, la pendenza è pressochè costante e nel tratto ad uso ciclo-pedonale, sono ancora presenti in larghissima parte i vecchi binari e le strisce di cemento

tratto guidovia 1 tratto guidovia 2 tratto guidovia 3

su cui scorrevano le ruote dei mezzi.

Il forte vento, la limitata visibilità e il mezzo meccanico non in perfetto stato, mi hanno impedito di affrontare la discesa in velocità, peccato perchè sarebbe stato divertente.

Giunto sul fondovalle, ho ripercorso a ritroso il tragitto fatto in discesa, la pendenza costante mi ha consentito, nonstante la stanchezza incominciasse a dare i primi sintomi, di ritornare in vetta senza troppi affanni.

Sulla sommità un secondo “spuntino”, e poi facendo, con prudenza, la strada dell’ andata, il ritorno a casa che è stato più lento del previsto a causa del traffico e di una foratura.

Per colpa delle bizze del ciclocomputer, non sono in grado di dare l’esatta distanza chilometrica percorsa, ma credo si possa dire che in totale sono una novantina di chilometri con un dislivello di, con buona approssimazione, 1500 metri.

incidente

Ieri mi è capitata una di quelle cose che ti fanno capire quanto tutto quello che facciamo, e i progetti che abbiamo, abbiano la consistenza di un alito di vento.
Stavo recandomi, in sella al mio scooter, verso il negozio dove svolgo la mia attività. Guidavo con prudenza, visto il fondo bagnato e anche perchè stavo trasportando l mio fido mac, quando imboccando una curva mi sono trovato innanzi un’automobile che viaggiava in senso opposto. Ho appena toccato i freni che, senza neanche rendermi conto di cosa stava succedendo, mi sono trovato a terra scivolando come se fossi un pattinatore di holiday on ice. Lo scooter è finito contro la macchina ed è rimbalzato finendo la sua corsa contro un’albero, e io ho evitato per un soffio di finire sotto l’auto, fermando la mia corsa nel bel mezzo della strada.
Conseguenze finali, scooter da rottamare, qualche ammaccatura a ginocchio spalla e fianco, un dito della mano distorto, pantaloni e giacca da buttare.
Alla fine posso dire che è andata di lusso, ci voleva pochissimo per avere conseguenze molto più serie, che come dicevo all’ inizio avrebbero sconvolto in un attimo l’esistenza mia e di tutti quelli che mi circondano. E’ proprio un attimo passare da una normalissima giornata di lavoro o svago a ritrovarsi su un letto di ospedale, per non dire di peggio.
In quegli attimi hai pensieri che possono sembrare insulsi, il mio primo cruccio appena rialzatomi, è stato che il computer fosse integro, la borsa, sfregando in terra si e strappata, ma il mac non sembra aver riportato conseguenze. Credo che chi mi ha visto in piedi e fare per prima cosa un tentativo di accensione della macchina, mi ha preso per un pazzo!!!!!!!!!!

Prova mese aprile

Non avendo buone notizie dal fronte MTB, dove fra maltempo, problemi personale e salute insolitamente cagionevole (ieri sera avevo febbre a 39,5°),non riesco a macinare chilometri, continuo ad aggiornare la mia operatività di borsa, riportando le operazioni del mese di aprile.

operazioni complessive: 37 25 positive 11 negative 1 in corso  percentuale positive 70,27% negative 29,73%

01/04 1- entrato short 15642 uscito 15555  + 87 totale +87

2-entrato long 15586 uscito 15609 + 23 tot+110

3-entrato short 15595 uscito 15633  -38 tot +72

02/04 4-entrato long 15873 uscito 16577  +704 tot  +776

5-entrato short 16426 uscito 16442  -16 tot + 760

6-entrato long 16533 uscito 16612  +79  tot +839

03/04 7-entrato long 16699 uscito 16867 + 168  tot + 1007

8-entrato short 16825 uscito 16897 -72 tot  +935

06/04 9- entrato short 17158 uscito 16672 +486  tot  +1421

07/04  10-entrato short 16631 uscito 16495 +136  tot  +1557  sbagliato livello di uscita per aver letto male il grafico. Buttati nel cesso 72 punti.

11-entrato long 16409 uscito 16890 +481  tot  +2038

08/04  12-entrato long 16887  uscito 16982 + 95  tot  +2133

09/04 13-entrato long 17084 uscito 17015 -69  tot  +2064

14-entrato short 17010 uscito 17070 -60 tot  +2004

15-entrato long 17075 uscito 17336 +261  tot  +2265

14/04 16-entrato short 17763 uscito 17786 -23  tot  +2242

17-entrato long 17800 uscito 17821 +23  tot  + 2264

15/04 18-entrato long 17800 uscito 17840 +40  tot + 2304

16/04 19-entrato long 17878 uscito 18185  +307  tot +2611

20-entrato short 18090 uscito 18316 -226  tot +2385

17/04 21-entrato short 18420 uscito 18409 +11  tot+2396

20/04 22 entrato short 18490 uscito 17760 +730  tot +3126

21/04 23 entrato long 17900 uscito 17882 -18  tot+3108

24-entrato short 17845 uscito 17305 +540  tot+3648

25- entrato short 17287 uscito 17440  – 153 tot+3495

26-entrato long 17445 uscito 17920 +475  tot+3970

22/04 27-entrato short 17850 uscito 1762 + 88 tot+4058

28-entrato long 17837 uscito 18301 +464  tot+4522

29- entrato short 18250 uscito 18305 -55  tot +4467

30-entrato long 18320 uscito 18560 +240  tot +4707

27/04 31-entrato short 18500 uscito 18440  +60  tot+4767

32 entrato long 18530 uscito 18500 -30  tot +4737

28/04 33-entrato short 18490 uscito 18218 +272 tot +5009

34-entrato long 18255 uscito 18750 +495  tot +5504

35- entrato short 18730 uscito 18765 -35  tot +5469

36- entrato long 18780 uscito 19290 +510 tot +5979

30/04 37- entrato short 19250

prova

Chiedo innanzitutto scusa a chi ogni tanto  visita questo blog per la mia prolungata assenza, ma non avevo proprio voglia ultimamente di scrivere e, se lo avessi fatto, non avrei pubblicato nulla di allegro o interessante.

Voglio provare a postare con regolarità, anche se non mi sarà sempre possibile farlo con celerità, la mia operatività di borsa per quanto riguarda l’indice S&P mib.

Questo “lavoro” non intendo farlo per vantare la mia eventuale bravura, ne tantomeno per esortare qualcuno a seguirmi. Anzi, se qualcuno non si sente in grado di usare una sua strategia a ha bisogno di una guida ci sono molti altri blogger in rete molto, ma molto più bravi e preparati di me.

Faccio ciò soprattutto per darmi una disciplina e per evitarmi di lanciarmi in operazioni senza senno, cosa che ogni tanto faccio. Quando mi va bene è fortuna e quando mi va male è dabbenaggine.

Siccome e tutte le cose bisogna dare un inizio, iniziamo dalle operazioni di oggi:

uscito long a 15870 punti (ingresso ieri a 15450) guadagno 420 punti   +420

entrato short 15700 uscito a 15775 perdita 75 punti   +345

entrato long 15775 uscito 15844 guadagno  69 punti   +414

24/03 entrato short 15922 uscito 15950 perdita 28 punti   +386

25/03 entrato short  16215 punti uscito 16299 perdita 84 punti

entrato long 16310 punti uscito 16295 perdita 15 punti   +287

26/03 entrato short 16370 punti uscito 16290 guadagno 80 punti   +367

entrato long 16320 punti uscito 16000 perdita 320 punti   +47

30/03 entrato short 15990 uscito 15463 guadagno 527 punti   +574

31/03 entrato long 15564 uscito 15558 perdita 6 punti   +568

entrato short 15600 uscito 15615 perdita 15 punti   +553

entrato long 15700 uscito 15696 perdita 4 punti + 549

e con questo finiamo marzo gain punti 549 dal 23/o3 al 31/o3

Operazioni positive 4 negative 8

Allenamento

Come avevo precedentemente scritto, in questo periodo le uscite in MTB sono parecchio diradate. La cosa che mi fà maggiormente preoccupare di questa situazione, è che la forma fisica scade abbastanza velocemente, a maggior ragione per chi, come me, non ha più 20 anni. A questo si deve aggiungere che ai golosi, categoria a cui appartengo, aumenta anche il peso, e in bicicletta anche pochi chili diventano un fardello fasidioso. Immaginiamo che solo con la forza delle gambe spostare anche un paio di chili in più per migliaia di pedalate, alla fine quante tonnellate in più abbiamo mosso!!

Non sono di certo un fissato con la bilancia come altri bikers, il mio è più un approccio escursionistico che non corsaiolo, ma quando mi avventuro in percorsi impegativi che comportano uno sforzo di molte ore, li voglio fare con gioia e non come le fatiche di ercole.

Per questo allenarsi costantemente e cercare di tenere il peso sotto controllo sono molto importanti, così come, dopo periodi in cui si è stati fermi o non si è potuto fare molte uscite, è necessario non esagerare con gli sforzi e riprendere gradualmente a macinare chilometri e ad affrontare percorsi “tosti” gradualmente. Mi capita che, come oggigiorno, di dover riprendere a pedalare scegliendo strade con poche difficoltà altimetriche, e magari vedendomi sfrecciare da tutte le parti altri pedalatori che in condizioni di forma normali non riuscirebbero neanche a restarmi a ruota. Naturalmente con il passare del tempo si “carica” sempre un pò di più finchè non ci si sente di poter rifare le “maratone” solite.

Quello che ho scritto sembra la fiera dell’ovvio, ma vi assicuro che non è così. Ho visto moltissimi compagni di ruota inforcare novamente la bici dopo periodi di inattività e voler rifare da subito escursioni pesanti, con il risultato di prendersi cotte terribili, crisi di fame, crampi ecc. ecc. Insomma pene terribili che ti “scottano”, con il risultato di allontanarsi da questo fantastico mezzo di locomozione.

Ed è un errore che fanno i tantissimi che si avvicinano a questo sport, convinti che siccome si hanno almeno 24 rapporti sul cambio, affrontare le salite non sia poi molto faticoso, e già alle primissime uscite vogliono affrontarne qualcuna  che l’ entroterra ligure offre. Il risultato lo potete tranquillamente immaginare…. i giornali di annunci sono pieni di biciclette in vendita, usate pochissimo!!!!

Ma la cosa che più mi dà fastidio è che molti miei “colleghi” a cui si sono rivolti coloro che volevano approcciarsi alla bicicletta, hanno subito portato queste persone ad affrontare gli stessi percorsi che facevano loro pensando che l’avrebbero fatto solo più piano, e non spiegandogli che tutti siamo in grado di fare, ad esempio, quello che faccio io, ma ci si deve arrivare per gradi e con costanza, senza strafare. Il risultaro è sempre lo stesso, queste persone fuggono subito da questo divertimento, ricordando queste esperienze come un incubo. Il peccato è che i fra i tanti che si sono “spaventati”, magari , con un approccio diverso avrebbero potuto diventare ottimi compagni di avventura, oppure sarebbero potute nascere vere amicizie, come spesso mi è capitato, con cui dividere anche esperienze da ricordare per tutta la vita.

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